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OTOEMATOMA: medaglia o cicatrice?

Medaglia o cicatrice?

“A badge of honor”: così viene definito dai combattenti anglofoni la deformazione acquisita del padiglione auricolare meglio conosciuta come Otoematoma, o volgarmente “orecchio a cavolfiore” (cfr. inglese “Cauliflower Ear”).
A badge of honor, ovvero “un distintivo di onore”: le orecchie a cavolfiore vengono infatti considerate il segno distintivo per eccellenza del lottatore, emblema della dedizione e del sacrificio.
In molti, nel mondo degli sport di contatto/combattimento dal rugby al judo passando per tutti gli sport di Grappling & co., considerano le orecchie a cavolfiore un segno di rispetto e dedizione da esibire con fierezza, in contrasto con i canoni estetici comuni, che le identificano come una deturpazione.
Ma, aldilà dei significati estetici ed etici di cui le si voglia rivestire, le orecchie a cavolfiore rappresentano comunque e soprattutto un fastidioso e doloroso problema di salute per molti lottatori, dal professionista più smaliziato al novizio.

Ma cos’è dal punto di vista sanitario un otoematoma?

Il padiglione auricolare esterno è composto prevalentemente da cartilagine rivestita da pericondrio, tessuto sotto-cutaneo e pelle. Traumi diretti o continue frizioni dell’orecchio esterno possono dare esito alla formazione di un ematoma (deposito di sangue) nello spazio virtuale che esiste fra pericondrio e cartilagine del padiglione. La separazione fra pericondrio e cartilagine puo’ addirittura condurre a necrosi della cartilagine qualora questa comprometta la naturale irrorazione sanguigna del tessuto cartilagineo. Tuttavia, il problema estetico e di salute più frequente è quello della fibrosi cicatriziale conseguente alla formazione di questi ematomi. Essa avviene principalmente a causa della necrosi cartilaginea e conseguente calcificazione, dando luogo al tipico “orecchio a cavolfiore” che ben distingue grapplers, lottatori, judoka, rugbisty, pugili etc etc… Inoltre, le complicanze dovute a calcificazioni estese, soprattutto a carico del canale uditivo, possono essere importanti con otiti di origine infettiva e potenziale perdita parziale di funzionalità uditiva. Infatti gli otoematomi non devono essere trascurati, e vanno anzi trattati tempestivamente e con determinazione, al fine di impedire l’estendersi della raccolta ematica, ridurre la necrosi/calcificazione ed impedire l’infezione della raccolta ematica da parte di batteri patogeni esterni.

Cosa fare se l’orecchio si “rompe”?

Ovviamente, e nonostante tutte le precauzioni che si possano adottare per evitare l’insorgenza di un otoematoma (su tutti l’uso di protezioni specifiche per l’orecchio esterno), la possibilità che durante l’allenamento, in un momento in cui l’orecchio non è protetto, si verifichi accidentalmente un infortunio del genere è un evento affatto remoto. In questo caso, ed a seconda dell’entità dell’infiammazione e del versamento di liquido presente è opportuno agire in maniera opportuna: è di fondamentale importanza NON trascurare il versamento, in quanto esso può arrivare a calcificazione definitiva in circa 5-7 giorni in assenza di trattamento, ovvero peggiorare ed estendersi con il sovrapporsi di ulteriori traumi. nnanzitutto ci sono molteplici vie di affrontare un Otoematoma…e la cosa migliore è combinarle.

  • ghiaccio: il principe di tutti i trattamenti, da applicare fino a due tre giorni dall’insorgenza dell’otoematoma e SEMPRE dopo ogni allenamento effettuato in presenza della lesione. Da NON applicare per più di 10 min. consecutivi (pericolo di ustione da freddo alla pelle dell’orecchio). Esso favorisce il riassorbimento del versamento ematico tramite vasocostrizione e ostacola l’estendersi della lesione dopo l’allenamento.
  • creme cortisoniche anti-infiammatorie (Gentalyn Beta, Localyn…etc), utili per sfiammare l’orecchio e attenuare il dolore. Le creme associate ad antibiotico sono ottime in caso di drenaggio dell’orecchio tramite puntura evacuativa, essendo l’orecchio poco vascolarizzato e propenso ad infettarsi.
  • creme epariniche (Hirudoid, Reparil, etc…), utili per evitare la formazione del coaugulo e la conseguente calcificazione. Da applicare SEMPRE, fino a guarigione completa, in associazione anche con creme cortisoniche e come coadiuvanti per il drenaggio dell’orecchio.
  • drenaggio evacuativo: in questo caso il mio consiglio è di rivolgersi ad uno specialista medico in quanto esso rappresenta un’operazione semplice ma non scevra da complicanze (anche gravi) qualora non effettuata da persone qualificate. Di seguito allego un filmato ad esclusivo scopo illustrativo.
  • RIPOSO.

N.B. Otoematomi ed infortuni vari vanno risolti SEMPRE sotto la supervisione
di personale sanitario specializzato, in nessun modo questo articolo vuole o
deve intendersi come materiale di divulgazione scientifica sanitaria. Se avete
un problema di salute CONSULTATE il vostro medico di fiducia.