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In Nomen Omen

 
 
 
Le parole sono importanti, gridava un giovane Moretti in uno dei suoi primi film, ed i Latini rincaravano la dose dicendo: in nomen omen, il destino risiede nel proprio nome, ovvero il nome è un presagio.
Quando è stato intrapreso il percorso che ha portato alla nascita del Core Grappling Lab grande attenzione é stata posta nella scelta del nome, e del simbolo ad esso associati.
Sono intimamente convinto, infatti, che questi rappresentino il primo biglietto da visita del nostro lavoro, un marchio che per primo si imprimerà nella mente di chi entra in contatto con noi, suggestionandolo: é quindi di fondamentale importanza che questa prima impressione non filtri ingiustamente  il nocciolo delle nostre idee e che lasci trasparire con limpidità una coerenza di significato con il progetto e le traiettorie prescelte.
Il nostro è un gruppo piccolo, ma ben indirizzato verso una “mission” collettiva ed ispirato a dei principi che presuntuosamente non esito a definire etici, estetici e funzionali: forma e struttura, classico e moderna, arte e scienza.
Un obiettivo ambizioso, che si spera traghetti nel tempo un piccolo gruppo di sperimentatori e amanti della Lotta verso percorsi di progresso ed evoluzione, distaccandosi dall’attaccamento a stereotipi di matrice “sub-culturale” che inquinano e mistificano la realtà, quella realtà che come Uomini dobbiamo vivere con estrema lucidità anche durante il momento ludico-agonistico della Lotta.
Qui non ci sono Spartani, non ci sono Pitbull, Coccodrilli, Molossoidi, Felini, Serpenti tropicali, non ci sono guerrieri vichinghi e non ci sono Samurai. Solo Grapplers.
Ci sono amanti, studiosi e cultori delle discipline di Lotta e di Allenamento, che si approcciano alla cultura fisica ed al confronto lottatorio con passione si, ma con metodo, scienza e pensiero critico, fuori da ogni misticismo e da ogni proiezione fantastica che possa fare di noi qualcosa di più che semplici Lottatori.
Ma quali sono in pratica i nostri obiettivi e la nostra “matrice ideologica”?
Partiamo con ordine:
  • Metodo: alla base di un lavoro serio, ordinato e progressivo non può non esserci la ricerca, la selezione e l’adozione di un metodo di insegnamento e di  trasmissione delle tecniche sportive e dei principi scientifici alla base delle più moderne teorie dell’allenamento
  • Scienza dell’allenamento: alla base della naturale evoluzione degli atleti, e la conseguente adozione di un metodo appropriato, devono necessariamente risiedere delle competenze e delle conoscenze SCIENTIFICHE. Il mondo della fisiologia applicata allo Sport, e nel nostro caso specifico alla Lotta, dei processi adattativi e di risposta allo stimolo allenante, le teorie e metodologie di programmazione d’allenamento delle abilità condizionali e coordinative alla base delle nostre discipline….queste e molto altro fanno parte di un SAPERE che non può e non deve essere improvvisato, ma che può essere acquisito, metabolizzato e trasmesso solo attraverso lo studio.
  • Pedagogia: Conoscenza e Competenza, i pilastri di un gruppo che su base democratica e meritocratica mette i più competenti alla guida dei meno competenti, stimolando questi ultimi ad acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilità necessarie per diventare essi stessi punto di stimolo, di evoluzione e di progresso per tutto il gruppo. Una pedagogia non solo verticale, ma anche e soprattutto orizzontale, sulla base della Condivisione. Razionalità nella progressione, nell’acquisizione, nell’allenamento e nell’esercitazione delle tecniche sportive proprie del Grappling.
  • Evoluzione tecnica: Da queste premesse, e con la solida base di una griglia metodologica rigorosa, l’evoluzione della tecnica sportiva è naturale e spontanea, basata sugli scambi, l’apertura a nuove didattiche, a stage, workshop e collaborazioni con altre accademie, coach, maestri, atleti e chiunque voglia percorrere con un noi un pezzo del nostro cammino.
  • Sperimentazione: Attenzione, ricerca e pensiero critico verso tutto quello che di nuovo o di “consolidato” si presenti, sempre ricettivi ed aperti a soluzioni purchè “funzionali” e rigorose.
  • Arte e gioco: Perchè il fine ultimo della nostra pratica è l’agonismo non professionistico finalizzato al divertimento ed al benessere psico-fisico, ma anche la semplice pratica amatoriale non agonistica intesa come puro momento di svago ed educazione fisica, in contatto con la natura più ludica, infantile, pura e divertente del gesto lottatorio, al di fuori degli schemi organizzati del momento sportivo, spazio per la fantasia, l’impprovvisazione e l’espressione di sè.
  • Agonismo: possibilità, al di fuori di ogni forzatura e in totale compresenza con l’aspetto ludico e amatoriale, dell’aspetto agonistico, con la possibilità di vivere serenamente le dinamiche di conflitto intra ed interpersonali che il momento agonistico comporta, con la serenità e la consapevolezza di affrontare i propri limiti in un contesto coerente alla propria preaparazione ed alle proprie capacità e competenze.
  • Perseveranza: Perchè i buoni risultati non vengono da un buon tiro di dadi fortuito, ma dalla perseveranza, dalla dedizione, dal sacrificio, dal lavoro costante e attento, e dall’umiltà e l’amore che ci si mette nel praticarlo.
Ecco svelato il significato del nostro nome: Un Laboratorio di Arte e Scienza che guarda al Nocciolo, al Cuore tecnico e scientifico delle Discipline di Grappling e Lotta. Con amore e dedizione.