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Il triangolo della Qualità

Prima di introdurre il TRIANGOLO come figura concettuale paradigmatica dei rapporti di equilibrio fra quelle che considero le componenti fondamentali e basilari dell’addestramento alla lotta (alimentazione, riposo, allenamento), è giusto spendere qualche parola sul concetto di Qualità.
L’obiettivo ideale da prefissare per ogni componente della nostra formazione dovrebbe essere quello della Qualità: massimo risultato con il minimo sforzo.
Questo principio è in contrasto con quello della Quantità fine a se stessa: ricerca ossessiva della quantità che rappresenta, a mio personalissimo avviso, un principio non economico della gestione delle energie vitali e conduce all’inevitabile logorio psico/fisico del lottatore.
Indirizzare i nostri sforzi verso la ricerca della qualità (che non deve essere genericamente confusa con un atteggiamento di pigrizia) significa porsi come obiettivo l’incremento delle proprie capacità tecnico/fisiche parallelamente al rispetto della propria salute fisica e mentale e delle energie vitali residue.
Le componenti necessarie e imprescindibili dell’addestramento agli sport di Lotta (ma anche di qualsiasi altro sport che preveda dispendio di energia fisica) sono tre: Alimentazione, Riposo, Allenamento.
Applicare il principio di qualità a queste tre componenti significa fondamentalmente perseguire l’obiettivo di una “giusta Alimentazione”, un “giusto Riposo” e un “giusto Allenamento”.

 

    • Giusta alimentazione: imprescindibile per mantenere il peso corporeo e l’equilibrio fra massa grassa e massa magra; fornire tutti i componenti necessari ad alimentare un metabolismo esigente e delicato come quello del lottatore, reintegrandone le riserve energetiche e fornendone di nuove. Quasi superfluo sottolineare come l’alimentazione sia un tassello imprescindibile, e come questa, una volta curata a dovere, sia il vero salto di qualità nell’incremento delle prestazioni, oltre che fattore fondamentale per il recupero naturale degli sforzi fisici, e per un benessere ed una salute fisica intesi in senso molto più ampio. Troppe volte la qualità dell’alimentazione viene confusa con l’assunzione di integrazioni alimentari artificiali (proteine, aminoacidi, molecole varie ed eventuali): queste risultano il più delle volte assolutamente inutili (se non dannose) e potrebbero essere tranquillamente eliminate correggendo un’alimentazione trascurata e carente in modo naturale e, soprattutto,SANO. Qualità degli alimenti scelti, attenzione al loro abbinamento, alla quantità ed alla modalità con cui assumere certi cibi e soprattutto astinenza dai cibi contenenti sostanze metabolicamente tossiche, inutili o dannose sono solo i primi passi verso una consapevolezza alimentare che rendendoci più sani ci migliora come uomini e come lottatori.

 

  • Giusto riposo: Il recupero delle risorse fisiche e psichiche è necessità imprescindibile per il lottatore. Chi si allena in modo intenso e duro corre incontro al pericolo costante di andare in SOVRALLENAMENTO (overtraining in inglese), una vera e propria patologia che può incidere in maniera assai grave sull’equilibrio metabolico e psichico. E’ di fondamentale importanza riuscire ad individuare i tempi di di recupero tra un allenamento e l’altro, e distinguendo in maniera consapevole fra recupero passivo (sonno, attività di svago non dispendiose fisicamente, etc…) e recupero attivo (attività fisiche complementari a basso regime, allenamenti alternativi alla routine, etc…). Riposare non significa solamente dedicare il giusto numero di ore al sonno (che è comunque importantissimo), ma ad esempio saper organizzare il giusto recupero fra due allenamenti nella stessa giornata, o inserire un’attività fisica complementare a basso regime energetico (es. un pomeriggio in bicicletta) fra due giorni di allenamenti di lotta ad alto regime, e addirittura fra due esercizi o due momenti separati dello stesso allenamento. Recuperare correttamente significa avere la possibilità di concentrare i propri sforzi in maniera specifica sui propri obiettivi: un allenamento di lotta intenso e di qualità.
  • Giusto allenamento: saper scegliere tra un regime d’allenamento di qualità ed uno di quantità è il passo più difficile per il lottatore evoluto, quello che comincia a muovere i primi passi verso l’evoluzione consapevole e individuale della sua lotta e si distacca dalla fase iniziale di apprendimento delle basi fisiche e tecniche. Personalmente sono dell’idea che, al di là della necessità di avere come punto di riferimento dei maestri/istruttori/allenatori competenti e responsabili, l’apprendimento della lotta rappresenti un percorso di EVOLUZIONE INDIVIDUALE non replicabile con una ricetta universale adatta a tutti. C’è bisogno di una sensibilità particolare per interpretare i segnali che vengono da ogni singolo allenamento, ed a seconda di questa individuale sensibilità saper apportare le giuste correzioni, saper valorizzare i risultati ottenuti, imparare dalle difficoltà. Porsi degli obiettivi concreti (un calo peso, l’esecuzione ottimale di una tecnica durante lo sparring, la vittoria di una competizione, l’aumento dei nostri massimali nei pesi, il recupero da un infortunio etc…) a breve, medio e lungo termine ci aiuterà a MOTIVARE i nostri sforzi. Avere dei punti di riferimento fissi (compagni duri e affidabili, tempi di allenamento a cronometro, o semplicemente…una buona bilancia) ci aiuterà a VALUTARE i risultati ottenuti . Un allenamento di qualità ci migliora fisicamente e tecnicamente, aumenta il nostro benessere psichico e la nostra autostima, ci tiene lontano dagli infortuni…e soprattutto da quello che è il nostro vero nemico: il SOVRALLENAMENTO.

Questi tre concetti rappresentano idealmente i tre angoli di un triangolo, che non può esistere in assenza anche solo di uno di questi: Giusta alimentazione e Giusto riposo sono la base di questo triangolo, e senza di questi è impensabile potersi applicare in un Giusto allenamento…un allenamento intenso e di qualità.