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Drill as Hell!

Ovvero…Drill come se piovessero…
Ma cosa sono i Drill e perchè sono così importanti negli sport di Lotta, dal Jiu Jitsu al Grappling, passando per il Wrestling olimpico e non.
Drill è un termine (verbo/sostantivo)  anglosassone che letteralmente significa esercitare/esercizio, e che noi possiamo tradurre in italiano con il significato più complesso di esercitazione ripetitiva di una tecnica.
Sostanzialmente si riferisce al momento di applicazione pratica dell’esercizio tecnico in fase di studio ed è un momento imprescindibile per la crescita e la maturazione del lottatore.
Si può riferire alla ripetizione didattica di una singola tecnica, o, come sempre più spesso avviene per il Grappling ed il JiuJitsu, all’esercizio ripetitivo di più combinazioni tecniche nel fluire da una transizione all’altra, e focalizzandosi sulla simulazione di una serie concatenata di azioni e reazioni.
E’ intuitivo fin da subito quindi il ruolo FONDAMENTALE che l’esercizio dei DRILL ricopre per lo sviluppo di qualità tecniche complesse e di una visione e fluidità di gioco più ampie.
Anche se i nostri sono sport prettamente individuali, ci sono attività come i drill dove spicca maggiormente la necessità di un lavoro di squadra con i propri compagni: senza un compagno realmente intenzionato a spingerci verso il miglioramento ed il superamento dei nostri limiti difficilmente avremo dei risultati e dei progressi tecnici.
Ma come si dovrebbe “drillare” in palestra?
Cerchiamo di focalizzarci su dei punti fondamentali:
Non rallentare il proprio partner
Una delle cose peggiori che possiamo fare al nostro compagno di allenamento durante la tecnica è rallentarlo con la nostra pigrizia. Non perdete tempo, e non concedetevi pause! Più tempo perdete, e fate perdere al vostro compagno, meno progredirete come lottatori. Il tempo ha un valore effettivo che va considerato, e il vostro atteggiamento dovrebbe essere di ingordigia: dovreste essere ansiosi di sfruttarlo al massimo e più efficacemente possibile. I campioni non hanno tempo da perdere, e voi nemmeno dovreste averne; quindi se non vi sentite di dare il 100% durante la pratica di uno sport di Lotta, mi dispiace la franchezza ma forse sarebbe ora ci cercarsi uno sport più…rilassante.
Avere reazioni appropriate
Il Grappling, come la Lotta ed il JiuJitsu, è uno sport REALE, che prevede reazioni realistiche ed efficaci ad azioni portate con reale intenzione. Non è un’arte marziale o un corso di difesa personale basati sulla simulazione di eventi “probabili”, bensì un addestramento serio al confronto con tutta una casistica di azioni/reazioni che SICURAMENTE si verificheranno durante un combattimento.
Ci sono diversi modi di esercitare la tecnica in allenamento, ed a seconda delle necessità ci richiedono di essere più o meno reattivi alle iniziative del partner.
Come abbiamo detto, a seconda dell’intensità richiesta dall’allenamento potremo essere più o meno reattivi, ma non incondizionatamente collaborativi o remissivi.
Dobbiamo fornire sempre una reazione realistica e tecnicamente appropriata e congrua all’azione del nostro compagno: esempio, se il nostro compagno esegue un’entrata scadente, svogliata o fuori misura, sarà nostra cura NON lasciare che questa vada a buon fine, in modo da non viziarlo ad una reazione falsatamente morbida. Allo stesso tempo sarà nostra cura agevolarlo nell’esecuzione abbassando l’intensità della nostra reazione, ma non la qualità tecnica della stessa: stiamo facendo tecnica, non stiamo lottando al 100%, l’avversario deve poter eseguire e addestrare un movimento, senza trovarsi per le mani un pupazzo di pezza, nè tantomeno un partner troppo chiuso e non collaborante.
Farsi sbatacchiare in giro per la materassina quando l’avversario porta una tecnica in modo sbagliato è il peggiore dei regali che potete fargli: difficilmente riuscirà poi a replicarla in maniera efficace in un contesto di competizione reale o di sparring effettivo.
In ogni caso, reagire appropriatamente non significa impedire al compagno di portare la tecnica a buon fine chiudendosi in una strenua difesa, bensì significa modulare la propria reazione in maniera intelligente: c’è un tempo per la tecnica ed un tempo per la lotta. Se siete troppo difensivi durante la ripetizione di combinazioni tecniche questo può andare a svantaggio del vostro partner, rendendolo insicuro circa le sue reali possibilità di poter portare quella particolare tecnica o transizione in competizione o in sparring in maniera efficace.
Modulate quindi la vostra intensità a seconda del contesto e dello stimolo allenante richiesto!
Esercitatevi con il giusto ritmo
Essere energici e costruttivi durante la ripetizione delle combinazioni tecniche in allenamento non equivale ad andare al 100% della vostra velocità! Prendetevi il giusto tempo per metabolizzare i movimenti, i dettagli e le transizioni, specialmente quando allenate una combinazione per la prima volta. L’intensità non dovrebbe mai andare a discapito della qualità tecnica, rischiando di trascurare dettagli o viziare posture e posizioni. L’intensità sarà allenata in un momento specifico, concentrandosi sull’opportuno stimolo allenante, ma quando si “drillano” delle tecniche, specialmente tecniche non ancora perfettamente metabolizzate, l’attenzione va spostata sui dettagli e sul fluire naturale delle transizioni. Bisogna concentrarsi sulla meccanica del movimento e sul timing.
Fate attenzione a voi stessi ed al vostro compagno
Fra tutte le “attrezzature” che potreste trovare in una palestra, il vostro compagno di allenamento è senza dubbio il bene più prezioso ed insostituibile. Dovete avere cura dei vostri compagni (e di voi stessi) come ne avreste di una reliquia custodita gelosamente, perchè sono la chiave del vostro sviluppo e della vostra crescita come lottatori.
Quando vi esercitate siate SEMPRE consapevoli della vostra posizione sul tatami, in modo che non si finisca per collidere accidentalmente con altri compagni, e soprattutto siate sempre consapevoli di come il vostro corpo si posizione nello spazio ed in relazione al compagno, in maniera da tutelare la sua incolumità e ridurre al minimo il rischio di infortuni. La cosa peggiore che potete fare è causare un infortunio durante l’allenamento della tecnica dovuto a negligenza, distrazione, menefreghismo o eccessiva aggressività. Chi porta la tecnica a volte può non rendersi conto della sua effettiva posizione nello spazio, specialmente quando la materassina è particolarmente affollata, sarà quindi cura del compagno che “difende” prestare attenzione affinchè non si verifichino spiacevoli infortuni, stoppando il compagno se percepisce pericoli di collisione.
Insomma, come prima dovrebbe essere il buon senso a modulare l’intensità del ritmo e la cura per le distanze.
Cambiate partner
E’ importante avere compagni fissi e partner affidabili con cui “drillare” le tecniche in maniera efficace, in quanto aiuta molto a stabilire un principio di efficienza e qualità imprescindibile per l’allenamento, ma anche cambiare spesso il compagno con cui si allena la tecnica è uno dei segreti per modulare il proprio gioco in maniera da rispondere a stimoli allenanti diversi.
Ognuno ha un modo diverso di muoversi, una differente fisicità, peso e tempi di reazione differenti, un diverso stile nell’approcciare la stessa situazione. Per questi e molti altri motivi allenarsi con compagni diversi rispetto ai soliti può solamente implementare il nostro bagaglio di reazioni naturali e migliorare la confidenza con cui ci confronteremo con la multilateralità delle nostre discipline in combattimento.
Allenare le tecniche allo sfinimento
Non ci sono ricette segrete o scorciatoie nel Grappling. L’unico segreto per il successo è allenare le proprie combinazioni e le proprie transizioni allo sfinimento, e poi ancora…fino a che non diventino una seconda pelle. Anche quando abbiamo la percezione (errata) di padroneggiare una sequenza o un movimento alla perfezione, dobbiamo insistere nel drillarlo, affinche ogni singolo minimno dettaglio venga assorbito e rimanga tatuato in maniera indelebile nella nostra memoria muscolare e nel nostro istinto. In questo caso non esistono tecniche basiche o tecniche avanzate: esistono tecniche che avete allenato fino alla nausea e tecniche che avete solo superficialmente assimilato.
Buon allenamento e…let’s DRILL!