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Allenamento funzionale con metodo Gym Jones.

La lotta è uno sport di sacrificio, sudore, spesso lacrime.
E’ normale quindi che la prima cosa che colpisca un lottatore, appena ti conosce, è la passione che riesci a trasmettere, il fuoco che ti divora, il demone contro cui lotti.
Ho conosciuto l’ottimo coach Antonio Saccinto tramite l’amico Andrea Magni, lottatore di razza che non ha bisogno di presentazioni, araldo di quella scuola modenese dalla tecnica cristallina e dall’etica sportiva inossidabile. Andrea me ne aveva parlato in termini entusiastici, convincendomi della bontà del suo metodo e dell’utilità che questo avrebbe portato al mio percorso di studio e di evoluzione, e subito Antonio mi ha coinvolto con un atteggiamento positivo, competente ed allo stesso tempo aperto e curioso, niente pose ma solo voglia di insegnare, trasmettere, ma anche capire, ricercare e completarsi.
Così il 9 e 10 di Marzo mi sono deciso a frequentare il workshop di “Allenamento Funzionale per gli sport da Combattimento con Metodo Gym Jones” che Antonio ed Andrea avevano organizzato presso la bellissima struttura del Ki Flow in zona infernetto.
Fra i partecipanti era presente una selezionata élite di atleti: dalla pluricampionessa sollevatrice olimpica, al rinomato fighter pro di thaiboxe, dai campioni di Girevoy Sport alla medagliata europea di Lotta femminile, insomma una classe di “studenti” di tutto rispetto e di una certa caratura, che hanno permesso un’interazione complessiva e altamente formativa per tutta la durata dell’evento, mescolando esperienze e peculiarità in un blend fecondo per tutti.
Antonio propone un approccio serio, professionale. razionale e competente a quello che da decenni ormai rappresenta il “lato oscuro” degli sport da combattimento: la preparazione fisica, di fatto elemento inscindibile dal lato tecnico, ma relegato purtroppo da sempre al fai da te, alla più becera approssimazione. Un approccio scientifico e “funzionale”, ma allo stesso tempo lontano dalle mode, che in questo campo imperversano appropriandosi di spazi e termini in maniera impropria.
I concetti. Al di là dei principi tecnici e degli esercizi proposti, tutti comunque molto validi e importanti, la forza del metodo proposto da Antonio e Andrea sono i concetti: essi rappresentano lo scheletro su cui organizzare in maniera razionale ed efficace i nostri volumi di lavoro, su cui pianificare i nostri obiettivi, valutare i nostri risultati, correggere le nostre traiettorie.
Resilienza, lavoro sugli anelli deboli, programmazione dell’allenamento delle qualità fisiche in funzione della nostra “carta d’identità sportiva”…e ancora allenamento funzionale, quello vero, che non ha bisogno necessariamente di clave, copertoni o anelli, ma che si fonda sui concetti della fisiologia, della metodologia, della peculiarità sportiva di riferimento e, perché no, anche sul buon senso.
Tanta tanta fantasia nel proporre esercizi, spunti e soluzioni per integrare e implementare le nostre routine, andando ad attaccare in maniera aggressiva le nostre debolezze, senza mai perdere di mira i cardini del lavoro sulla preparazione fisica: flessibilità, forza, potenza, resistenza alla forza, forza resistente, endurance.
Non sta a me cercare di sintetizzare in poche righe tutto quello che di buono è stato detto e fatto in due giornate sature di concetti tecnici e di applicazioni pratiche, posso solo consigliarvi di provare, come ho fatto io, uno dei workshop proposti da Antonio appena ne avrete la possibilità, lasciandovi con un video che meglio delle mie parole può catalizzare e sintetizzare le emozioni che ho provato.